Volevano provare l’ebrezza di appartarsi in una macchina di un altro propretario senza essere scoperti. È proprio vero che all’ardore e al gusto del rischio a volte non si comanda e lo sanno bene due ragazzi trentenni, uno di Senigallia e l’altro di origine straniera. Alcuni mesi fa, dopo una serata al Mamamia, la discoteca rock di Senigallia, hanno deciso di andare a passare alcuni minuti in compagnia, da soli e appartati in macchina nel parcheggio illuminato fuori la discoteca. Ma non hanno scelto l’auto di proprietà di uno dei due. Per rendere la cosa più piccante e più rischiosa hanno deciso di aprire un’altra vettura, rompendo la portiera. Si sono seduti sui sedili posteriori, ma il loro “incontro” è durato per poco: alcuni minuti dopo sono stati pizzicati dalla legittima propretaria dell’auto, una ragazza appena uscita dalla discoteca, che li ha denunciati per furto. Questa volta però, ai due focosi gay è andata bene. Ieri i due “amanti”, difesi dall’avvocato Riccardo Crispiani, sono stati assolti dal Tribunale di Senigallia perché il fatto non sussiste: quella sera in mano di uno dei due ragazzi è stata trovata una chiave, ma della loro macchina parcheggiata poco più in là. Quindi, si tratta di scambio di auto. Il reato è stato commutato in danneggiamento, ma anche in questo caso, non essendo stata presentata la querela dalla parte lesa, i due sono stati assolti.
Archivi mensili per ottobre, 2008
AIDS: SCOPERTA PICCOLA MOLECOLA IN GRADO DI BLOCCARE HIV
da Libero.it
ROMA – L’Aids ha un nuovo nemico. E’ una piccola molecola diretta contro un ‘enzima cellulare’ che si è rivelata in grado di bloccare l’infezione. La scoperta, frutto di una ricerca congiunta del CNR e dell’Università

UNA VERA SPERANZA
di Siena, è stata pubblicata sul Journal of Medicinal Chemistry.
“Il virus HIV – spiega Giovanni Maga dell’Igm-Cnr – è un parassita delle cellule umane e dunque non è capace di riprodursi al di fuori dell’organismo infetto”. Per moltiplicarsi, infatti, l’Hiv si introduce in una cellula, solitamente un linfocita del sangue, e la ‘spoglia’ delle sue risorse nutritive ed energetiche per duplicare il proprio genoma e costruire nuovi virioni.
“All’interno della cellula infetta – continua Maga – il virus prende il controllo di numerosi enzimi cellulari, ‘obbligandoli’ a lavorare per produrre nuove particelle virali. Uno di questi enzimi è la proteina cellulare DDX3 che ha il compito di facilitare il flusso di informazione genetica tra il nucleo, dove l’informazione viene custodita, e il citoplasma, dove l’informazione viene tradotta in nuove proteine”.
Partendo da queste premesse, i ricercatori hanno utilizzato tecniche computerizzate per disegnare una molecola ‘su misura’ per la proteina DDX3, che è stata poi sintetizzata e provata nei test biologici. “Questa piccola molecola – sottolinea Maga – si è dimostrata in grado di bloccare l’azione di DDX3, causando l’interruzione della replicazione virale dell’ HIV, senza però danneggiare le cellule non infette”.
Una scoperta che, secondo gli esperti, apre nuove possibilità di cura dell’Aids dato che un farmaco diretto contro un enzima cellulare avrebbe più probabilità di conservare la sua efficacia anche per tempi lunghi di terapia. Le terapie attuali si basano invece su farmaci diretti contro ‘enzimi virali’, che sviluppano facilmente farmacoresistenze.
