| London120 (2008) ~ Da GayMarche |
L’attore australiano trovato senza vita nel suo appartamento di Manhattan
Aveva 29 anni, era diventato celebre grazie al film “Brokeback Mountain”
Morto l’attore Heath Ledger, grande promessa, eterno secondo
NEW YORK – Brutto scherzo per Hollywood nel giorno delle nomination agli Oscar. Heath Ledger, uno degli attori più promettenti della nuova generazione, celebre grazie all’interpretazione, accanto a Jacke Gyllenhaal, del film “I segreti di Brokeback Mountain”, che gli era valsa una candidatura all’Academy Awards nel 2005, è stato trovato morto nel suo appartamento di New York. Aveva 29 anni. Ledger era nel suo appartamento di Broome Street, a Soho. La sua cameriera stava accompagnando nella sua stanza una massaggiatrice, con la quale l’attore aveva un appuntamento. “Abbiamo bussato a lungo ma non rispondeva” hanno raccontato le donne alla polizia, aggiungendo di aver, poi, trovato l’attore “nudo e incosciente” nel suo letto, di aver cercato di svegliarlo “ma lui non rispondeva”. La polizia di New York esclude che il decesso abbia un’origine violenta. Secondo alcune fonti, accanto al letto sarebbe stata trovata, vuota, una confezione di pillole.
Il cinema se lo portava dietro fin dall’anagrafe. Il suo nome, Heath, l’aveva voluto la madre in omaggio all’Heathcliffe di “Wuthering Heights”, interpretato per il grande schermo da Laurence Olivier nel 1939, dal romanzo di Emily Bronte. Ledger nasce quarant’anni dopo quel film, nel 1979 a Perth, in Australia. Fin da giovane frequenta un teatro della sua città, poi entra nella Globe Shakespeare Company, a sedici anni lascia la scuola, si trasferisce a Sidney e trova piccoli ruoli in alcune serie tv.
La sua prima volta in un film risale al 1999, con la commedia “10 cose che odio di te”, ma le proposte che seguono sono tutte per ruoli di “pretty boy”, un’immagine che cerca invece di scrollarsi di dosso, e preferisce rifiutare. Fino al 2000, quando viene scelto per “Il patriota” di Roland Emmerich e vince lo Showest Award come “Attore di domani”. La popolarità arriva l’anno successivo con “Il destino di un cavaliere”, di Brian Helgeland, in cui è un giovane scudiero che diventa cavaliere nella Francia del Trecento.
Ma il successo non arriva. Colpa di scelte sbagliate (piccole parti che, anche se in film importanti, come “Monster’s Ball”, non lasciano traccia) e contratti mancati, come quello per “Alexander”, di Oliver Stone: al suo posto verrà scelto Colin Farrel. Non sarà l’unica volta. Spesso arriverà “secondo”. Gli accadrà con il ruolo di Peter Parker in “Spiderman”, per il quale sarà scelto Toby Maguire, per quello del giovane Anakin Skywalker in “Star Wars: Episode II – Attack of the Clones”, andato a Hayden Christensen, per “Moulin Rouge”, con Nicole Kidman, in cui invece lavorerà Ewan McGregor.
Ledger deve aspettare per ritrovare la strada giusta. Succede con tre film, fra l’altro tutti e tre presentati alla Mostra del cinema di Venezia del 2005: “I fratelli Grimm e l’incantevole strega” di Terry Gilliam, Casanova di Lasse Hallstrom e “I segreti di Brokeback Mountain” di Ang Lee, il suo colpo di fortuna. L’interpretazione di Ennis Del Mar, il cowboy che si innamora di un altro uomo gli vale una nomination all’Oscar. Ma ci risiamo: la statuetta gli viene soffiata da Philip Seymour Hoffman per “Truman Capote. A sangue freddo”.
Lo scorso anno, Ledger aveva fatto parte del cast di “I’m not there”, il film di Todd Haynes sulla vita di Bob Dylan, in cui interpreta la rockstar in una fase della sua vita. Il suo ultimo lavoro era stato “The Dark Night”, sequel di “Batman Begins”, nel ruolo di Joker (primo attore non americano nei panni del personaggio). Il che aveva provocato l’ira di Jack Nicholson, che aveva interpretato Joker nel Batman di Tim Burton, nel 1989. La star non aveva condiviso la scelta dicendo, in un’intervista, che avrebbe voluto almeno essere consultato. Ma il regista Christopher Nolan aveva motivato la sua decisione parlando di Ledger come di un “attore ricco di talento e pronto a ogni sfida”.
Ledger aveva una figlia, Matilda Rose, nata nel 2005 dalla relazione con Michelle Williams (finita nel settembre 2007), conosciuta proprio sul set di I segreti di Brokeback Mountain. Prima della Williams, l’attore era stato a lungo legato all’attrice Naomi Watts e, prima ancora, alla collega Heather Graham. Nel 2007 era stato eletto, dalla rivista Empire Magazine, come uno dei “100 attori più sexy del mondo”. Quanto al futuro, “non sono bravo a fare progetti – aveva detto di recente in un’intervista – non programmo mai nulla. Non ho un’agende né un diario. Vivo esclusivamente nel presente. Non nel passato, e nemmeno nel futuro”.
(22 gennaio 2008)
Signor Giorgio Napolitano,
le scrivo per esprimerle il mio più profondo rammarico in seguito al linciaggio che il Senato della Repubblica ha perpetrato nei confronti del fisico Luciano Maiani, allontanando i tempi della sua elezione a presidente del CNR in quanto firmatario della storica lettera al Rettore della Sapienza (Rettore, tra l’altro, indagato per nepotismo).
Questo è un chiaro tentativo di intimidazione verso tutti gli intellettuali che esprimono per iscritto il loro disaccordo nei confronti del Papa.
Questo è il suo ennesimo silenzio così colpevolmente docile nei confronti di chi mette a repentaglio la libertà e la dignità dei cittadini Italiani, anche i più illustri, nel nostro paese.
Da oggi in poi, ogni sua preoccupazione sulla fuga di cervelli dall’Italia risulterà a tutti gli Italiani una palese impertinenza. Cos’altro dovrebbe fare una persona che dedica la sua vita non a Dio o al Papa, ma agli studi? Andare via dall’Italia. Questo resta. E la responsabilità è vostra. Il caso di Luciano Maiani ne è la prova.
Le istituzioni italiane sono responsabili di un grave rischio: non tanto quello di pedere di vista il primato della laicità in Italia, piuttosto quello di perdere di vista lo Stato Italiano tout court. Ormai tutti i nostri politici sono invitati dal Papa e dai Cardinali ai quali si inginocchiano, baciano le mani e danno rassicurazioni sui programmi politici. Forse così si mantengono buoni rapporti con le istituzioni vaticane. Ma di certo non è così che si governa una nazione. Fin troppe volte mi sono vergognato delle mie istituzioni. Ma dopo il caso Maiani, sono preoccupato. Tutte le istituzioni italiane hanno paura della Chiesa. E’ questo che appare, lampante, agli occhi di ogni italiano: cattolico o laico, religioso oppure ateo, maschi o femmine che siano. Voi umiliate la nostra cittadinanza.
In particolare, è mio preciso dovere farle sapere che non ha mai avuto, e tanto meno lo avrà in futuro, il permesso di chiedere scusa al Papa in mio nome. Perché lei non ha il diritto di fare della mia cittadinanza, della mia dignità e del mio senso delle istituzioni quello che vuole.
La prossima volta, se proprio vorrà chiedere scusa al Papa, la prego di esprimere le scuse di tutti gli italiani tranne che di Gian Mario Felicetti. O, più verosimilmente chieda scusa da parte di tanti italiani. Ma non mi consideri, mai e per ne ssun motivo, un Italiano che chiede scusa al Papa.
Piuttosto è lui che dovrebbe scusarsi con gli Italiani e con le nostre istituzioni, nei confronti delle quali interferisce in continuazione, destabilizzando il clima politico e rendendo peggiore la vita di tanti cittadini che hanno bisogno di demorazia e diritti civili.
Le scrivo questa lettera spigolosa e quasi molesta perché quando le istituzioni ritroveranno il loro orgoglio, io ritroverò la dignità della mia cittadinanza, oggi tradita.
Cordiali saluti, ma soprattutto: coraggio. Faccia vedere che lei è Italiano e che ama l’Italia più della Chiesa.
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GayMarche vi segnala il link per accedere alla petizione relativa alla querelle vaticana.
Esprimete solidarietà ai professori della Sapienza di Roma che si sono opposti ad una inopportuna visita del papa:
http://www.Petition
[youtube APaa1ZAP3to]
I froci sono una grave minaccia per la pace nel mondo !
Ratzinger curate !
Il caso a Ancona coinvolge anche uno psichiatra dipendente della Regione
Il Metodo della salute è una prassi del medico foggiano Mariano Loiacono
da Repubblica.it del 9 Gennaio 2008
Indagini e polemiche nelle Marche
L’assessore Mezzolani: “E’ uno scontro di dottrine che attraversa l’Italia”
La denuncia: “Malati di mente si toccano nudi come pratiche della vita rigenerativa”
ANCONA – Toccarsi, meglio se nudi e in compagnia, fa bene alla salute, specie quella mentale. Gli effetti migliorano se il tutto è accompagnato da canti ossessionanti e così ripetitivi da annullare sempre di più le individualità. Si chiama “Metodo della salute”, fa parte di un progetto più generale “Nuova specie” e ha un suo guru, il medico foggiano Mariano Loiacono. Da oggi “Il metodo della salute” ha anche qualche guaio giudiziario. L’assessore alla Salute della Regione Marche Almerino Mezzolani ha avviato un’inchiesta interna. E Roberto Boldrini, responsabile del centro e vicepresidente dell’Associazione onlus “Alla salute” che ospita il nuovo e rivoluzionario metodo, è stato sospeso.
La vicenda, al di là delle solite pruderie, è molto seria e coinvolge persone con problemi psichici e coinvolge una questione di dottrina e di psicoterapia che sta attraversando l’Italia dividendo pareri e umori. Mezzolani (Pd) è molto cauto. “Ho avviato l’ispezione interna e abbiamo sospeso Roberto Boldrini, psichiatra e collaboratore di Loiacono – spiega – ma solo perché è un dipendente della Regione Marche e abbiamo ritenuto opportuno, soprattutto nel suo interesse, vederci chiaro in questa vicenda”.
La vicenda nasce con una segnalazione del consigliere di An Daniele Silvetti. Secondo il suo esposto “il Metodo della Salute” propugnato dall’onlus “Alla salute” e sperimentato nel centro diurno Soledalia sarebbe “in totale contrapposizione con le tradizionali terapie farmaceutiche e le prassi psicoterapeutiche e riabilitative”. Silvetti parla di “un non meglio identificato percorso rigenerativo, in cui i pazienti sarebbero assistiti con canti ossessionanti, coinvolti in riti o manifestazioni di totale annullamento dell’individuo”, “spogliati e incoraggiati a toccamenti sessuali come normali pratiche della vita rigenerativa”.
Per capire qualcosa di più occorre visitare il sito “Verso una nuova specie” dove il dottor Mariano Loiacono spiega di cosa si tratta. Innanzitutto il curriculum di Loiacono: 60 anni, una laurea in medicina alla Cattolica del Sacro Cuore di Roma, specializzato in psichiatria e dal 2001 dirigente del Centro di medicina sociale per alcoldipendenza, farmacodipendenza e disagio diffuso dell’Azienda ospedaliero-universitaria ospedali Riuniti di Foggia. Il metodo “Alla salute” è una “psicoterapia atipica che supera il solo livello di setting tradizionale”. Si propone di “creare una dinamica rigenerativa complessa tra tutte le persone in trattamento, superando la settorializzazione e la divisione delle varie tipologie di disagio”. Il metodo, che esclude l’uso dei farmaci, è “aperto a tutte le forme di espressioni di vita e di disagio asintomatico e sintomatico”, comprese le sindromi psicotiche.
Insomma, un approccio un po’ diverso rispetto “alle pratiche di tipo sessuale a scopo rigenerativo” di cui parla Silvetti nel suo esposto. A cui farà seguire, ha annunciato, un dossier su quelle che, a suo avviso, sono le “turbative” create da questo metodo “sperimentale” usato in una struttura pubblica, e che lo stesso Loiacono “definì eversivo in una conferenza nel gennaio scorso”.
Per tutti questi motivi, che sono tanti e complessi, l’assessore Mezzolani ha avviato l’ispezione interna. “Ma questa vicenda è uno scontro che attraversa l’Italia e dubito che potremo avere noi la competenza per stabilire fin dove arriva il lecito e se e dove comincia l’abuso”.
(9 gennaio 2008)
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