L’amara vita.

L'amara vitaMa allora è vero, non lo penso solo io!

Le festività sono orrende per gli italiani, 7 su 10 faranno un natale di merda.
Che culo eh?
Questo è l’esito della ricerca fatta da Richard Owen, corrispondente del Times:

[...] schiacciato dalla burocrazia, vittima della gerontocrazia, trascinato in un gioco a perdere che sugli italiani ha prodotto un senso di frustrazione dominante: il senso del declino. Un declino – scrive Owen – che questa settimana ha raggiunto il suo momento più triste, quando l’Italia si è vista superare dalla Spagna in termini di Pil pro capite, in una parola di ricchezza. Le raccomandazioni, gli scioperi, il debito pubblico, il tracollo di Alitalia, un’élite politica impegnata solo a garantirsi l’eternità, le crepe che si intravedono «in quello che un tempo era il bastione della società italiana», nella famiglia, ebbene tutto ciò sta facendo cadere il Paese in quella che Umberto Eco ha definito nel reportage-analisi del Times «un’esplosione di provincialismo».
Con rammarico, in un commento a margine, il quotidiano inglese ricorda le nostre glorie, le tre «f», «fashion, food and football». C’è la nazionale inglese che dovrà imparare un po’ di italiano e certamente imparare da un italiano, ci sono i nostri Gucci, Armani e Versace a tenere alta la bandiera, ma il drappo rischia di spezzarsi, perché tutto ciò non è sufficiente – scrive il Times – a rinvigorire l’orgoglio italiano e soprattutto a risollevare la sua economia e le speranze sul futuro. Le decorazioni luccicanti, le bancarelle da luna park, le noccioline croccanti: tutto a Roma sembra come sempre ma non lo è: perché la gente compra meno regali, perché si sciopera di continuo, i camionisti bloccano le autostrade e il personale sanitario ferma gli ospedali – ricorda Owen – perché sul merito prevale lo scambio di favori. E così tutta l’Italia è più triste. E anche l’arte ne risente. «Nessuno più che eguagli Fellini o Visconti e Monica Bellucci, nonostante la sua bellezza, non è Sofia Loren».

Che tristezza, parecchi stanno gia migrando. Chi in Spagna, chi altrove. Mi giro e sento di continuo persone lamentarsi, sentirsi frustrate e dire “io me ne andrò di qui”. Non fa piacere ma la storia però continua a peggiorare, la benzina costerà sempre di più?  Possiamo biasimare le persone che hanno fatto una scelta più che logica? Sarà un’altra epoca di migrazioni di massa per gli italiani?
Io non lo so ma se continua così ci rivediamo dove :
1. Mi senta tutelato, anche come gay ovvio;
2. Non mi prendano forzatamente per il culo (Governo infame, qualunque esso sia, docet);
3. La vita costi meno e lo stipendio valga di più.

Sbaglio? Ditemi un po’ voi…..

 

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