dal Corriere Adriatico: articolo del giorno 29/11/2007 Cronaca di Ancona
Ricorso contro il registro delle coppie di fatto
Gnocchini e associazione delle famiglie cercano un alleato nella Corte Costituzionale
ANCONA – Registro delle unioni civili: dopo la bufera delle polemiche, i venti del ricorso. Il fronte dei ribelli è piuttosto vasto, e va dal consigliere comunale di Forza Italia Marco Gnocchini alle associazioni delle famiglie. Parte lancia in resta il consigliere Azzurro. “Stiamo valutando insieme ai nostri legali la possibilità di ricorrere – per il tramite del Tribunale Amministrativo – alla Consulta contro la decisione presa dal Comune di riconoscere formalmente le coppie di fatto”. L’atto amministrativo approvato dalla giunta Sturani rappresenta, a giudizio di Gnocchini, “un documento stilato in maniera volutamente ambigua allo scopo di far passare principi e diritti in palese contrasto con la Carta Costituzionale la quale, all’art. 29, riconosce solennemente la famiglia quale società naturale fondata sul matrimonio e come l’unico soggetto giuridico dal quale discendono diritti e doveri, mediante il quale un uomo ed una donna assumono l’impegno di condividere le proprie vite, al fine di fondare una famiglia e procreare dei figli”.
Continua il consigliere di opposizione. “La delibera comunale che parla di valore “dichiarativo” del registro delle coppie di fatto, nell’escludere che da esso conseguano “potestà” e “doveri” giuridici, “fa sì – in maniera surrettizia – che da tali convivenze possano discendere dei diritti (seppur limitati alla sfera amministrativa) che non trovano legittimazione né nel nostro ordinamento né nella nostra tradizione di civiltà giuridica”. La delibera approvata martedì dalla Giunta in pratica “è un modo per equiparare in futuro le coppie di fatto con le famiglie tradizionali”. E ricorda come già la Corte costituzionale ha affermato, con l’ordinanza 491 del 2000, che la diversità tra unione di fatto e famiglia naturale fondata sul matrimonio rappresenta un punto fondamentale di tutta la giurisprudenza costituzionale. “Ciò nella consapevolezza che riconoscere a qualsiasi titolo le coppie di fatto, sia etero che omosessuali, equivale a togliere alla famiglia la sua peculiarità di unica unione, soggetto di diritti, finendo inevitabilmente per scivolare in quel sistema di società dove tutto si confonde e dove le differenze tendono ad uguagliarsi, togliendo così valore a quelli che sono i principi fondanti della nostra società occidentale”.
“Se ci sono i presupposti faremo il ricorso”, sottolinea l’avvocato Andrea Speciale, presidente del forum delle associazioni familiari. Il primo passo è studiare la delibera. “Se il provvedimento presenta profili di illegittimità costituzionale faremo ricorso al Tar chiedendo che venga trasmesso alla Corte costituzionale per una verifica in questo senso”. Per dare forza all’iniziativa il Forum pensa di coinvolgere altre associazioni. “Quella del ricorso autonomo è una strada”, spiega Speciale. L’altra è quella di “aspettare che entri in vigore il registro entri in vigore e alla prima occasione nella quale si determina un effetto negativo, una persona individuata ricorre e solleva la questione di legittimità costituzionale”.
Il sindaco Sturani: “Non l’ho mai vissuta come questione ideologica ma come opportunità che il Comune mette a disposizione di tutti”. Del resto, “il registro non cambia la sostanza, bisognerà studiare la modifica dei regolamenti per l’accesso di servizi comunali”. Con Veltroni? “L’ho sentito ma non abbiamo parlato di questo”. Ripercussioni sul Pd? “E’un partito plurale e laico, dentro ci stanno tutti quelli che vogliono starci e questo è coerente con l’obiettivo di garantire i diritti a tutti”. Prende atto. “Così si distruggono le famiglie? In Italia ogni quattro minuti c’è una separazione”. A proposito. Via un sassolino dalle scarpe. “Potrei accettare critiche da tutti, non da chi ha due o più famiglie. Un po’ di coerenza”.
E.C.,
