MACERATA: Coppie di fatto, il Consiglio disarma la sinistra
La proposta di Blunno condivisa anche dal centrodestra “Discussione inutile se non c’è la legge”
La spinosa questione torna in commissione. La Cdl: “Maggioranza divisa, è una nostra vittoria”
dal Corriere Adriatico ~ Macerata del 13/11/2007
MACERATA – Alla fine nessuno inciampò nel registro delle unioni civili. I Dico in salsa maceratese. Il centrodestra si proclama vincitore: evitata una discussione senza senso. Il centrosinistra non si è dovuto confrontare con le sue diverse anime. Ha rispedito la richiesta in commissione: non è per adesso. La Civitas Mariae non dovrà prendere in esame – e scontrarsi – coppie “leggere” e convivenze gay. Il dibattito era previsto per ieri pomeriggio in Consiglio. “E’ andata bene così – ha commentato Giovanni Picchio dell’Udc -: se vogliono il registro delle unioni civili facciano una associazione. Facciano ciò che vogliono. Ma l’amministrazione non può fare nulla finché non c’è una legge dello Stato che modifichi la Costituzione”. Prima della seduta – assente il sindaco Giorgio Meschini, fra i banchi una sparuta pattuglia della giunta – la curiosità era: come farà la maggioranza a non impatanarsi fra coppie omosessuali e convivenze more uxorio, amori senza vincoli e matrimoni virtuali?
Sì che ormai siamo nel 2007 ma Macerata è sempre Macerata. Piazza della Libertà è a una manciata di passi da piazza Strambi. Occorre tener presenti tante variabili. A tirarla fuori dai guai ha pensato Marco Blunno della Margherita, chiedendo al Consiglio di rispedire la patata bollente alla commissione Affari istituzionali. Motivo: la commissione non l’ha studiata e votata punto per punto, come necessario. Anzi: oltre agli Affari istituzionali se ne dovrebbero occupare anche gli Affari sociali.
Detto, fatto. La proposta, che doveva scatenare un dibattito trasversale, di trasversale ha partorito solo il voto: 18 voti favorevoli alla proposta, con la parte moderata del centrosinistra sulla stessa lunghezza d’onda di An, Fi e Udc; e 14 contrari, con l’altro troncone della maggioranza insieme al Gruppo Menghi. “Vado a prendere un caffè”, ha detto sconsolato Reinhard Sauer di Rifondazione comunista, incontrato sulla porta del Comune.
Invece di un caffè, hanno brindato i componenti della Cdl. “Per noi – ha rimarcato Deborah Pantana di Forza Italia – è stata una grande vittoria. Abbiamo mostrato in maniera palese tutte le contraddizioni e le divisioni di questa maggioranza.
“Quello di Blunno è stato solo un espediente. Ma i loro problemi restano”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche gli altri rappresentanti del centrodestra – “Siamo uniti e lo abbiamo dimostrato”, dicono – con una precisazione di Riccardo Sacchi di An: “L’importante – sottolinea – è che sia chiaro un aspetto. Non siamo contro l’istituzione del registro delle unioni civili per il solito discorso della destra contro i gay o altre banalità simili. Manca una legge di riferimento, sarebbe assurdo discuterne. La richiesta avanzata in Consiglio è soltanto strumentale”. Ma nell’altro fronte Romano Carancini è apparso tutt’altro che crucciato: la discussione doveva tornare in commissione; non è mai stato effettuato un reale dibattito in Consiglio; è giusto discuterne nelle sedi appropriate. Sui lavori del Consiglio è poi piombata come un macigno la notizia più tragica: la morte dell’ex consigliere Fabrizio Giustozzi, scomparso a 47 anni. La seduta è stata dichiarata sospesa per lutto.
DOMENICO CIARROCCHI

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