No al bullismo, sì al rispetto
Corriere Adriatico: Articolo del giorno 10/04/2007 Regione
La società deve aiutare i genitori e la scuola a creare situazioni dove vengano valorizzate le differenze e combattuti i troppi pregiudizi.
Nelle nostre scuole c’è una totale assenza di educazione civica e progetti di integrazione.
No al bullismo, sì al rispetto
ANCONA – Omosessuali discriminati, insultati, aggrediti. Una triste realtà soprattutto nelle scuole. Il circolo Arcigay-Arcilesbica Caleido in collaborazione con l’assessorato alle Politiche sociali della Regione, ha realizzato una ricerca (“Bulli in Ballo – adolescenti in bilico”) proprio per valutare in che misura nelle scuole superiori delle Marche fossero presenti atti di discriminazione anche verso gli omosessuali.
Il progetto Bulli in Ballo è stato il primo (e finora l’unico) nelle Marche che ha affrontato in maniera integrata le problematiche legate al bullismo ed è stato uno dei primi a li vello nazionale ad aver previsto anche la rilevazione analitica della realtà percepita dagli studenti, attraverso 2600 questionari anonimi compilati dagli studenti delle quarte e quinte classi delle scuole medie superiori. Ragazzi tra i quali 1 su 20 dichiara di essere gay o lesbica.
Gli studenti hanno tra l’altro sottolineato di aver assistito spesso a situazioni di offesa verbale, di aggressione fisica e di discriminazione nei confronti di persone omosessuali (41%). I luoghi in cui tali condotte vengono assunte sono soprattutto le aule e gli al tri spazi scolastici come i corridoi e il 97% circa dei partecipanti indica come responsabili di tali condotte gli studenti stessi.
I ragazzi pur rendendosi conto della gravità di certe offese, hanno dichiarato di non intervenire quasi mai, senza distinzione di genere. D’altra parte quando c’è un’attivazione sono gli studenti (44%) e gli insegnanti (50%) a cercare di bloc care le violenze verbali o fisi che.
Un altro dato che stupisce è senza dubbio quello secondo cui studenti giudicano poco sicura la loro scuola soprattutto per i gay (45%) ma anche per le ragazze lesbiche (38%).
Lo studio ha considerato anche le emozioni suscitate da gay/lesbiche come uno dei parametri attraverso il quale raccogliere vissuti negativi verso le diversità. Le ragazze nel pensare, ad esempio, a due donne baciarsi provano sentimenti più negativi dei ragazzi (imbarazzo, sdegno, fastidio, spavento) che, invece, provano curiosità, attrazione, contentezza, ma anche rabbia. D’altra parte nel pensare a due ragazzi che si baciano, sono i maschi che provano più emozioni negative (imbarazzo, spavento, sdegno, fastidio).
Considerando, invece, il tipo di scuola ci sono delle differenze a seconda degli istituti frequentati perlopiù derivanti dal contesto e dalla diversa composizione delle classi. Ad esempio nei licei, essendo più bassa la presenza di persone immigrate, è più facile che si presenti una minore discriminazione nei confronti delle diversità poiché tali studenti si raffrontano con realtà più ideali e meno vissute concretamente nella quotidianità come accade invece nei professionali o negli istituti tecnici.
“In generale, comunque – come sottolinea la presidente del circolo Arcigay-Arcilesbica Caleido di Ancona Germana Sgalla – sembra essere poca la disponibilità a voler approfondire il tema dell’omosessualità e delle differenze di genere. Segno della totale assenza di educazione civica e di progetti di integrazione nelle nostre scuole. Quello che è successo a Torino testimonia che siamo di fronte ad una emergenza sociale e ci fa capire che dobbiamo intervenire subito. Dobbiamo tutti impegnarci concretamente per trasmettere a questi ragazzi valori che anche noi adulti abbiamo perso, come il rispetto per gli altri. La società deve aiutare i genitori e la scuola ad essere interlocutori privilegiati, permettendo loro di creare situazioni di integrazione dove vengano valorizzate le differenze e combattute le discriminazioni e i pregiudizi”.

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