“La cultura di destra è tradizione”

Corriere Adriatico: Articolo del giorno 24/03/2007 Cronaca di Senigallia

Vivace dibattito su temi come Dico, aborto e fecondazione assistitaLa presenza dei parlamentari Casoli e Ciccioli
Lo scrittore e giornalista Marcello Veneziani ospite dell’associazione Logos

“La cultura di destra è tradizione”
Papa Ratzinger indicato come maggiore espressione dei suoi valori

SENIGALLIA – Grande successo di pubblico alla Sala del Trono, oltre la capienza massima, per ascoltare Marcello Veneziani. Giornalista, scrittore, ex consigliere di amministrazione della Rai. L’associazione culturale Logos, che ha organizzato l’evento in stretta collaborazione con il neonato Circolo della Libertà di Senigallia, ha centrato dunque l’obiettivo di stimolare in città un dibattito aperto sulla cultura di destra. Scoperto anche l’arcano sul titolo polemico del convegno: I nuovi barbari e la destra che non c’è. La cultura di destra c’è ed è maggioritaria – ha spiegato Veneziani – ciò che manca è una forza politica che rappresenti i valori tradizionali e conservatori. Presentando l’autore di Contro i barbari (l’ultimo saggio di Veneziani) come l’intellettuale più lucido della destra italiana, l’avvocato Roberto Paradisi, consigliere comunale e collaboratore del quotidiano Libero, dopo una nota polemica sul clima di intolleranza che si vive a Senigallia, aveva spiegato come i valori della destra coincidano con una visione della vita basata sull’aderenza alla realtà e sul rispetto della natura e dei suoi principi. Paradisi ha indicato nella tragedia L’Antigone di Sofocle il discrimine tra cultura conservatrice e cultura progressista. La prima difende le leggi di natura (da qui l’intangibilità della vita, la difesa della famiglia naturale, la contrarietà alle manipolazioni genetiche, la difesa del valore patrio come bisogno naturale dell’uomo), la seconda si fonda sulla volontà di rivoluzionare la realtà e i principi naturali.

Sulla stessa lunghezza d’onda, Veneziani ha definito la cultura di sinistra come utopica e la cultura di destra come conoscenza e approfondimento della realtà. L’uomo di sinistra, per Veneziani, è un rivoluzionario mentre l’uomo di destra ha i piedi ben saldati a terra senza rinunciare a sognare. Quindi la provocazione. Dicono che a destra non ci sono degni rappresentanti del pensiero conservatore – ha chiosato Veneziani – ma io vi dico che la maggior espressione della cultura diffusa della destra e dei suoi valori è Papa Ratzinger.

Sprezzante Veneziani sulla polemica di chi sostiene carente la cultura di destra. Se per legittimare una cultura di destra servono le liste di 12 registi, 10 cantanti e 4 attori, allora è vero, a destra si vede poco. Ma la cultura di destra non ha bisogno di liste da mostrare. La più grande letteratura del ’900 è configurabile all’interno della cultura di destra che non ha bisogno di etichette. Ogni volta che vi è difesa di principi tradizionali, vi è cultura di destra. D’altra parte – ha aggiunto – la sinistra è diventata ormai un partito radicale di massa il cui maggior esponente è Marco Pannella o, se preferite, il premier spagnolo Zapatero. E il dibattito non poteva non toccare i temi di più stretta attualità: Dico, unioni gay, aborto, fecondazione assistita. Ma anche politica estera e immigrazione. Diversi gli interventi anche del pubblico nel corso del dibattito moderato dal giornalista Vincenzo Oliveri. Hanno partecipato come ospiti l’onorevole Carlo Ciccioli (An) e il senatore Francesco Casoli (Fi).

 

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