“Un caso emblematico per il Paese”

Corriere Adriatico: Articolo del giorno 16/03/2007 Cronaca di Ancona

“Il sacrificio è sempre unilaterale per le donne. Pochi omosessuali useranno la norma”
La situazione di Ancona si inserisce nel dibattito nazionale che si riapre sui Dico
“Un caso emblematico per il Paese”
L’avvocato Magistrelli: “Convivenza stabile ma niente diritti”

ANCONA – “E’ un caso emblematico a livello nazionale”. Così la senatrice Magistrelli inquadra preoccupazioni e disagio della compagna di Matteo Quattrini, rimasta vedova alle soglie del matrimonio, sul panorama delle unioni civili.

“E’ uno dei casi in cui c’è una convivenza stabilmente riconosciuta e nessun diritto viene riconosciuto alla convivente perché la legislazione italiana non ha ancora affrontato il tema. La legge tutela un figlio naturale nato fuori dal matrimonio, non è invece la stessa cosa per la ragazza convivente non sposata”.

Lei fa l’avvocato di professione. Cosa prova davanti a situazioni di diritti negati?

“Mi sento molto in imbarazzo quando una donna si siede davanti a me dicendo di avere trascorso un periodo di convivenza di 10-15 anni, con due figli, e di vedere un po’ strano il compagno nell’ultimo periodo. E chiede un consiglio: quali sono i miei diritti?”

La sua risposta?

“La seduta finisce lì. Non ci sono diritti. I figli sono tutelati, la madre riceve la tutela come madre ma non come donna, a lei certi diritti non vengono riconosciuti”.

Per esempio?

“Niente mantenimento, né diritti di successione o di subentro. Certo, se abita nella casa del compagno con il figlio il giudice non la sbatte fuori, ma perché c’è il bambino, non perchè abbia un diritto riconosciuto”.

Il disegno di legge cerca di colmare questo vuoto di diritti, e di dignità.

“Certamente. Ormai ci sono tanti casi di unioni di fatto”

E l’altolà della Cei? I vescovi dicono: il matrimonio prima di tutto. Se non vogliono sposarsi, non possono chiedere il riconoscimento giuridico.

“Ma in tanti escono da famiglie separate e provano a ristabilire un rapporto di convivenza. Non è giusto rinunciare agli affetti e all’amore perché un’esperienza è andata male, magari c’è paura a ricostruire una nuova stabilizzazione matrimoniale. Ma dall’altra parte si vorrebbe avere un minimo di tutela”.

Un’esigenza molto sentita dalle donne. E’ così?

“Come sempre per la nostra cultura se c’è un sacrificio da fare in famiglia, per accudire le persone anziane o crescere i figli, si chiede alla donna. Ma una volta che dovesse finire il rapporto di convivenza perché si esaurisce o per la morte del partner. E questo non è il modo di ringraziarla”.

Un sacrificio inutile?

“E’ un sacrificio unilaterale. E’ un’ingiustizia, di quelle che vogliamo sanare. Ma si punta troppo sul fatto che i Dico sono importanti per gli omosessuali”.

Non è così?

“Credo che saranno pochi gli omosessuali che avranno interesse a utilizzare i Dico, invece sarà la quasi totalità delle persone che non se la sentono più di ripartire con una nuova esperienza matrimoniale ma che vogliono vedersi tutelati. Si è calcata la mano, ma le ultime dichiarazioni di Grillini fanno ben sperare”.

La proposta di vietare i matrimoni e le adozioni ai gay?

“Potrebbe essere recepita nel Ddl in discussione in Senato, per sottrarre argomentazioni a chi ha paura dei Dico”.

A proposito, a che punto è l’iter?

“E’ in commissione giustizia, lo abbiamo iniziato il confronto ieri (mercoledì, ndr), un cammino molto tranquillo che ci dà la possibilità di confrontarci con le associazioni anche delle famiglie. Speriamo di trovare la quadra”.

Gli schieramenti dovranno andare a braccetto.

“Se non sarà bipartisan la legge non vedrà mai la luce. Le coppie di fatto sono una realtà del nostro Paese. Volenti o nolenti”.

 

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