Corriere Adriatico: Articolo del giorno 12/01/2007 Cronaca di Senigallia
Pacs, primi scontri politici nel 2001
Il Comune di Senigallia fu precursore, ma i soldi in bilancio non vennero usati
SENIGALLIA – Coppie di fatto e coppie gay? Senigallia ha anticipato il dibattito di 6 anni ma la cosa è caduta lì. Proprio in questi giorni uno degli argomenti più spinosi della coalizione che sostiene il governo di Romano Prodi, e che sta creando non pochi problemi di rapporti nell’esecutivo, è tornato al centro del dibattito politico perché alcune componenti di maggioranza lo vorrebbero in agenda per il summit di Caserta. Tra gli autorevoli rappresentanti dei partiti di governo a sostenere la necessità di questo dibattito l’ex presidente della Camera Luciano Violante ed il capogruppo della Rosa nel Pugno Roberto Villetti. Questione che ha registrato anche un contrasto tra il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini (Ds) e la collega alla Famiglia Rosy Bindi (Margherita). Argomento vivo ed attuale ma non può non essere dimenticato quanto accaduto a Senigallia poco più di sei anni fa nell’aula consiliare.
All’epoca della maggioranza cittadina non facevano parte i Verdi e Rifondazione Comunista. Stava per concludersi il 2001 e il consiglio comunale era impegnato nel dibattito sul bilancio di previsione 2002. Tutto si svolgeva nella solita dialettica politica sino a quando l’allora consigliere comunale della Margherita Gennaro Campanile ha presentato un emendamento al bilancio per l’aiuto alle giovani coppie che intendevano di mettere su casa prevedendo così un fondo di oltre 100 mila euro. Cifre a parte ciò che ha fatto scatenare la bagarre è stata proprio la definizione di giovane coppia. Nell’emendamento viene infatti specificata la definizione di giovane coppia con la quale si intende la coppia unita in matrimonio da non più di due anni al momento della richiesta del beneficio. In analogia con altre normative e bandi regionali, come i buoni casa, viene considerata anche la convivenza more uxorio (coppia non unita dal matrimonio) protrattasi tre anni e anagraficamente documentabile.
Dalle parole dell’area cattolica di maggioranza si capiva però chiaramente che il tutto doveva essere ricondotto a coppie eterosessuali. Nel corso del dibattito nel Consiglio comunale i gruppi Verde e Rifondazione comunista hanno chiesto esplicitamente che nel testo di quell’emendamento fosse fatto chiaro riferimento alla legge regionale in materia che oltre a definire la famiglia parla anche di “unione affettiva”, indipendentemente, cioè, dal sesso dei componenti. Questione che ha dato il via ad un acceso dibattito tra i partiti di opposizione di sinistra e la Margherita nonché la componente cattolica che si rifà al centro destra. Come è tradizione senigalliese il dibattito consiliare venne a prolungarsi per ore. Il voto arrivò soltanto dopo le rassicurazioni del sindaco Angeloni che garantì che nel documento sarebbe stato fatto pieno riferimento alla tanto citata legge regionale dell’epoca. Dunque la proposta di aiutare le giovani coppie, senza alcuna distinzione di sesso, passò e furono messi a bilancio dei soldi che appunto superavano i 100 mila euro. Una decisione sudata che mise a dura prova la giovane maggioranza consiliare ma che non diede frutti. Proprio così: quel fondo è rimasto inutilizzato e così quella voce di bilancio con lo scadere dell’anno amministrativo non comparì più. Un capitolo della storia politica cittadina che ricalca perfettamente la discussione aperta tra i partiti di vertice ma per la verità non affrontata per evitare ulteriori scricchiolii nell’Unione.
MARCELLO PAGLIARI
